Genitori per tutta la vita.

La professione di mediatore familiare è sempre più ricercata e attuale nel contesto storico-sociale contemporaneo in cui le separazioni e i divorzi aumentano vertiginosamente, mentre parallelamente diminuisce, in modo direi esponenziale, l’incapacità e la disponibilità di ognuno ad ascoltare, soprattutto quando si scopre che l’altro è fondamentalmente diverso e proprio per questo esprime quell’ “alterità” che sembra limiti il proprio punto di vista.

Questo accade frequentemente quando il legame è intimo, quando l’altro è il coniuge o il convivente con cui si vive un conflitto, ma ciò si verifica anche con i figli.

Le cause sono molteplici e di varia natura. Influisce enormemente il condizionamento di una cultura di massa ed editoriale che stimola stili di vita stressanti, competitivi.

Siamo tutti inconsapevolmente incalzati dalla necessità di fare, produrre, essere efficienti, all’altezza delle aspettative altrui, di essere gratificati e socialmente apprezzati: tutto ciò sottrae tempo agli affetti profondi, alla coppia e quindi alla famiglia.

In caso di separazione il ruolo del mediatore familiare può essere di enorme aiuto al fine di instaurare con la coppia e all’interno della coppia, fra lui e lei, un dialogo in cui l’altro non è visto come nemico, prevaricante, ma comunque come un compagno  con cui ricercare un linguaggio comune che promuova il benessere. Un linguaggio che promuova il bene della famiglia anche in caso di rottura, ma sempre nell’ottica di proteggere il l’equilibrio dei figli, difendendo i ruoli genitoriali, lavorando insieme – coppia e mediatore -per riorganizzare i rapporti familiari in vista della separazione.

Il ruolo del mediatore familiare non è direttivo, non svolge la funzione di “esperto”. Il mediatore accompagna la coppia cercando di aiutarla a riattivare le rispettive risorse. La coppia resta protagonista e determina gli accordi per la separazione, responsabilizzandosi nel ruolo di genitori e  ponendo in primo piano il bene comune della famiglia  precedentemente costituita.

Mantenere vivo il principio del “nostro interesse” rispetto al mio/tuo interesse (che la separazione inevitabilmente evoca), aiuta la coppia a relazionarsi in modo consapevole e costruttivo.

“Il Noi genitoriale” nei confronti delle decisioni  quotidiane opportune da prendere per i figli deve sempre guidare il padre e la madre, perché i figli, piccoli e grandi, hanno bisogno di “vedere” queste radici robuste, soprattutto nel momento del distacco. L’alleanza sincera, matura e la coesione fra i due genitori  permetterà di attutire, parzialmente, il senso di fallimento  che ogni separazione inesorabilmente porta con sé.

Il lavoro del mediatore offre la possibilità di una svolta positiva al conflitto alleviando la sofferenza della coppia e aiutando i due a tenere come riferimento prioritario i valori e tutto ciò che di buono hanno saputo tener vivo durante gli anni della loro unione.

Ma quali sono i presupposti essenziali per intraprendere un percorso di mediazione familiare?

- Consenso delle parti. Risulta necessario che entrambi i coniugi aderiscano al lavoro con il mediatore.
- Analisi consapevole e condivisa delle possibilità future di accordi e di un civile dialogo in un rapporto di fiducia ed empatia reciproca, puntando sulle risorse della coppia, e su un’alleanza fra i coniugi e con il mediatore familiare.
- Neutralità e assoluto rispetto del segreto professionale da parte del mediatore.
- Definizione dei limiti professionali dell’intervento di mediazione familiare, in un quadro relazionale chiaro e trasparente che deve rispettare i canoni deontologici della professione.